{"id":1809,"date":"2017-07-16T21:50:53","date_gmt":"2017-07-16T19:50:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/?page_id=1809"},"modified":"2019-09-13T21:34:45","modified_gmt":"2019-09-13T19:34:45","slug":"omelia-festa-patronale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/?page_id=1809","title":{"rendered":"OMELIA FESTA PATRONALE 2017"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p>OMELIA DELLA FESTA PATRONALE DELLA MADDALENA<\/p>\n<p>16 luglio 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci troviamo di nuovo qui, oggi come i nostri padri e i nostri avi, per la 271\u00b0 volta ad affidare il nostro paese, a Santa Maria Maddalena.<\/p>\n<p>Saluto padre John e dal primo cittadino con l\u2019amministrazione, le associazioni e i gruppi presenti e assenti, fino all\u2019ultimo nato della nostra comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno ho introdotto questa festa con la consueta lettera su Volo Vera augurandoci di avere lo stile della Maddalena. Uno stile che guardando all\u2019immagine dipinta su una facciata qui vicino, ci invita ad avere il coraggio di inginocchiarci e piangere, ci chiede per che cosa vale la pena fermarsi, cosa da senso alla nostra esistenza. Quelle tre immagini che ho proposto di persone inginocchiate (Maddalena, contadini e bancomat) ne sono una rappresentazione, che pu\u00f2 far sorridere, ma che mantiene una profonda realt\u00e0. Mi sono chiesto su cosa dobbiamo fermarci a riflettere oggi come comunit\u00e0 che guarda ad una santa come punto di riferimento. Ho pensato a tre dimensioni, su cui possiamo o dovremo anche versare qualche lacrima e qualche goccia di sudore in pi\u00f9: la fede come identit\u00e0 di un paese, la disponibilit\u00e0 a lavorare insieme, la preoccupazione di educare.<\/p>\n<p>1.&nbsp;Siamo in festa attorno a una Santa. Ad una donna, la prima che ha incontrato il Risorto, peccatrice perdonata e amata. Donna che ha saputo amare, nonostante le sue contraddizioni. La fede \u00e8 la prima dimensione da considerare oggi. Per chi \u00e8 malato di laicismo tutto questo sembra assurdo. Ma com\u2019\u00e8 che uno stato laico deve onorare una santa cristiana? Perch\u00e9 un sindaco deve rinnovare un voto? La fede non \u00e8 una cosa privata? Perch\u00e9 inchinarci ad un simbolo di \u201cparte\u201d? E gli altri cittadini sono di serie B? E anche tra i cristiani c\u2019\u00e8 quasi chi si vergogna a dirsi tale&#8230; e chiede scusa di esserlo&#8230; anche nella vita politica e associativa. Per cui si \u00e8 giustamente attenti ad altre culture e religioni, con piccoli e grandi attenzioni, ma non si calcola minimamente come importante la nostra tradizione. Laicit\u00e0 non vuol dire essere asettici, ma vuol dire essere liberi di riconoscere una realt\u00e0, dando un nome alle radici del nostro vivere civile, riconoscendo qual \u00e8 la bussola che orienta il nostro costruire, faticare, gioire e soffrire. Considerare la fede come identit\u00e0 nostra per chi \u00e8 credente vuol dire farci qualche domanda fastidiosa: Ci interessa Dio? L\u2019ho incontriamo? Oppure \u00e8 solo un addobbo per le nostre feste? Chi ci incontra se ne accorge? Sappiamo che \u00e8 Lui il segreto della felicit\u00e0 e dell\u2019amore, della fatica e del sacrificio che facciamo? Alle volte trattiamo Dio come l\u2019ultima ruota del carro. Non abbiamo tempo per lui, per\u00f2 abbiamo tempo per tutti i nostri pallini&#8230; Se la preghiera, la Messa domenicale non tornano davvero ad essere fulcro su cui la nostra vita gira e si appoggia saremo solo cristiani da tradizioncine e mezze abitudini, ma la bussola delle scelte fondamentali la terremo noi, senza coinvolgere il Signore, anzi &#8211; ancora peggio &#8211; la lasceremo ai diktat di chiunque ci prende per il naso imponendoci una visione distorta della realt\u00e0&#8230; Confermare oggi una scelta dei nostri avi vuol dire camminare in una direzione tracciata, entrare nel flusso della storia, sapere che uno \u00e8 libero solo quando sceglie, che si appartiene ad un popolo quando ci si riconosce e ci si identifica con una proposta che \u00e8 prima, pi\u00f9 grande e oltre noi. Sapere che le radici fanno crescere l\u2019albero e fanno portare frutti. Quando si recidono invece si crea sterilit\u00e0, incertezza, personalismi che diventano ostacoli.&nbsp;<\/p>\n<p>2. Da questo nasce una DISPONIBILITA\u2019. Ecco la seconda dimensione. Quella di lavorare insieme per costruire un paese accogliente e bello per tutti. Il disimpegno, la lamentela, il disinteresse, le divisioni non aiutano a costruire, piuttosto distruggono. Oggi dovremmo chiederci se vogliamo lavorare e faticare per rendere accogliente e bello il nostro paese. Non si ha il diritto della critica se non ci si sporca le mani&#8230; costruire vuol dire guardare non solo il proprio orticello, ma chiedersi come creare sinergie e collaborazioni che offrano luoghi e tempi sani, in cui ognuno mette il poco o tanto che sa, accanto al poco e tanto dell\u2019altro. Che non si creino distanze date da antipatie personali. Che si lavori per semplificare e non per complicare la vita&#8230; alle volte si perdono occasioni grandi! Eppure basterebbe poco, un po\u2019 di fiducia, buon senso, riconoscimento reciproco. Volvera non deve fare cose complicate, lasciamo i grandi eventi ad altri pi\u00f9 grandi e con pi\u00f9 capacit\u00e0 e possibilit\u00e0. Noi creiamo legami umani, facciamo anche iniziative belle, ma per il gusto di farle non per il dovere di farle. Non dobbiamo n\u00e9 sopravvalutarci perch\u00e9 nascerebbero frustrazioni, n\u00e9 sminuirci perch\u00e9 non renderemo ragione della realt\u00e0. La Maddalena anche qui credo che ci offra un stile. Non era perfetta, sapeva i suoi limiti, ma sapeva che una vita offerta \u00e8 stata l\u2019arma pi\u00f9 efficace ad una vera gioia&nbsp; che pu\u00f2 essere contagiosa anche per chi sta a guardare aspettando compiaciuto che altri sbaglino.<\/p>\n<p>3. Il terzo motivo di riflessione mi \u00e8 data su una questione che \u00e8 un\u2019ulteriore conseguenza. La situazione educativa. Quindi il nostro sguardo al mondo giovanile. In modo particolare degli adolescenti che appaiono &#8211; in questo momento storico &#8211; fuori controllo. Ovviamente senza generalizzare. Dobbiamo renderci conto che ci troviamo davanti una generazione di iper stimolati, cresciuti col mito del benessere (che purtroppo non \u00e8 sempre raggiungibile). Credono di essere in grado di fare tutto e sempre. Nessuno ha spiegato loro che per trasformare il potenziale in qualcosa di vero occorrono disciplina,&nbsp; rispetto, attenzione, perseveranza&#8230;e Verit\u00e0. Le generazioni precedenti, pi\u00f9 o meno, sono state cresciute con una regola molto semplice: ad ogni causa un effetto, per ogni scelta una responsabilit\u00e0. Oggi si vive nell&#8217;equivoco &#8220;se lo penso, posso farlo&#8221;. Il non percepire la realt\u00e0 in cui si \u00e8 calati&#8230;significa di fatto non vedere altro che s\u00e9 stessi. Non si pone pi\u00f9 la giusta attenzione n\u00e9 in quello che si sta facendo (e nel come), n\u00e9 in chi ci sta attorno. In realt\u00e0 il problema non sono loro che alle volte si comportano male, bighellonano di giorno e di notte, sono volgari e sconclusionati (e chi non lo \u00e8 stato)&#8230; e per questo mi fanno da una parte montare la rabbia per la poca grinta che mettono, ma dall\u2019altra una profonda tenerezza di vedere della barche che affrontano la tempesta senza ancore e riferimenti. Il problema \u00e8 chiederci: quando NOI abbiamo smesso di insegnare che la realt\u00e0 \u00e8 costituita dagli altri e per gli altri? Quando abbiamo fatto l\u2019errore di pensare che l\u2019educazione fosse solo dare delle informazioni e non un motivo per vivere? Quando ci siamo disinteressati di loro per avere meno problemi e in realt\u00e0 abbiamo cominciato ad avere paura di loro? Quando ci siamo dimenticati di dire che si donare solo se si possiede? Che bisogna essere e non sembrare? Forse, quando abbiamo smesso di riconoscerci tutti come figli di Dio&#8230; il problema \u00e8, che generazioni cos\u00ec, sono in bal\u00eca di chi grida pi\u00f9 forte, perch\u00e9 in realt\u00e0 non sanno da che parte sono girati&#8230; da quando sono piccoli gli \u00e8 stato detto che tutto gli \u00e8 concesso, permesso, possibile e anzi, dovuto. Che il centro sono loro! Immaginate solo che frustrazione covano quando si confrontano veramente con la realt\u00e0. Non stanchiamoci, dunque, a indicare l\u2019orizzonte: che obbedire e seguire le regole (anche quelle semplici del buon senso) non \u00e8 da \u201csfigati\u201d. Che non tutto \u00e8 possibile. E che il possibile va perseguito responsabilmente, con logica e amore. Ammettere che non siamo noi il centro, ma inginocchiarsi davanti a Colui che lo \u00e8 veramente&#8230;\u00e8 il vero atto di coraggio\u2026 il coraggio dell&#8217;obbedienza e, conseguentemente, del saper scegliere\u2026 sono i limiti che ci definiscono, le infinite possibilit\u00e0 confondono e immobilizzano! Se ricominceremo a dire loro e a noi che Dio \u00e8 il centro, ricordemmo tutti che siamo pellegrini e non girovaghi, sappiamo da dove veniamo e dove andiamo, e per questo abbiamo coscienza per chi e per che cosa faticare e gioire, perch\u00e9 sappiamo dove \u00e8 attaccato il cuore! Il girovago, al contrario, deve passare il tempo e niente pi\u00f9, non ha pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di avere passioni, perch\u00e9 non sa a quale gancio attaccare il cuore! In questa ottica, quanto \u00e8 stata magnifica Maddalena? Per amore ha seguito, camminato, ha pianto, per amore \u00e8 andata al sepolcro, per amore ha obbedito al divieto di toccare il suo Maestro, per amore ha donato una vita di servizio. L&#8217;amore l&#8217;ha resa coraggiosa e obbediente, ma a me piace pensarla anche molto concreta.&nbsp;<\/p>\n<p>Per questo motivo ho voluto mettere al fondo della Chiesa l\u2019immagine della nostra patrona. Non per cacciarla (tentazione sempre presente nelle patronali), ma perch\u00e9 stia sulla soglia. Perch\u00e9 guardi le nostre strade e le nostre vite concrete, perch\u00e9 sia un ponte verso la verit\u00e0 che \u00e8 Cristo. E questa verit\u00e0 \u00e8 sempre davanti a noi, che alle volte non siamo perfetti e un po\u2019 distratti perch\u00e9 \u201cdi corsa\u201d &#8230; ma questo non \u00e8 motivo sufficiente per non riconoscerla come tale. Allora da oggi, \u00e8 possibile piangere, ricaricarsi, tornare a camminare, faticare e gioire riscoprendone&nbsp; i veri motivi. Auguri a tutti!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OMELIA DELLA FESTA PATRONALE DELLA MADDALENA 16 luglio 2017 &nbsp; Ci troviamo di nuovo qui, oggi come i nostri padri e i nostri avi, per la 271\u00b0 volta ad affidare il nostro paese, a Santa Maria Maddalena. 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