{"id":2785,"date":"2019-09-17T15:11:34","date_gmt":"2019-09-17T13:11:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/?page_id=2785"},"modified":"2026-07-24T10:27:58","modified_gmt":"2026-07-24T08:27:58","slug":"unzione-dei-malati","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/?page_id=2785","title":{"rendered":"Unzione dei malati"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualora si desiderasse questo sacramento per s\u00e9 o per una persona cara, chiamare in parrocchia negli orari di ufficio oppure al numero delle emergenze 3311887084.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta l&#8217;anno verr\u00e0 amministrata l&#8217;Unzione dei malati comunitariamente durante la Liturgia della Parola. Giorno e orario verranno comunicati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/wp-content\/uploads\/IMG_8196-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2760\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/wp-content\/uploads\/IMG_8196-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/wp-content\/uploads\/IMG_8196-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/wp-content\/uploads\/IMG_8196-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.parrocchiavolvera.it\/wp-content\/uploads\/IMG_8196-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Catechesi sull&#8217;Unzione dei malati<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">(don Alessandro)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>LA MALATTIA<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tante volte ci troviamo ad affrontare nelle nostre famiglie la malattia, la fatica e le difficolt\u00e0 fisiche. L\u2019ultimo Sacramento ci ricorda che Dio entra nei nostri dolori. \u00c8 un\u2019attenzione a una situazione delicata in cui si rischia di perdere la speranza e la fede. Sono i momenti in cui abbiamo pi\u00f9 bisogno degli altri e di Dio, dove ci rendiamo conto che non bastiamo a noi stessi. C\u2019\u00e8 un modo di vivere positivamente anche questo momento della vita; Lourdes, per esempio, \u00e8 una prova di come dal rapporto con la malattia e i malati pu\u00f2 nascere un\u2019umanit\u00e0 nuova: attenta, premurosa, che si spende, che affronta i problemi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>IL NOME DEL SACRAMENTO<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la riforma liturgica dopo il Concilio Vaticano II abbiamo un cambiamento di prospettiva: si ricorda che il nome pi\u00f9 appropriato per questo rito sacramentale sia quello di Unzione degli Infermi, piuttosto che quello precedente di Estrema Unzione. I cambiamenti di nome e di prospettiva indicano chiaramente la comprensione della Chiesa nell\u2019offrire questo Sacramento ai suoi figli: prima ancora che pensare ai loro ultimi istanti di questa vita terrena, la Chiesa vuole prendersi cura di una loro condizione particolare, quella della malattia fisica. Il Sacramento dell\u2019Unzione, allora, come tutti gli altri Sacramenti, si pone all\u2019interno di una rete di relazioni che uniscono la Chiesa e i suoi figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>QUAL \u00c8 L\u2019ORIGINE?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019atteggiamento pastorale della Chiesa si radica nella testimonianza apostolica della <strong><em>lettera di Giacomo <\/em><\/strong>(Gc 5,14-15), dove si invita chiunque sia malato a chiamare presso di s\u00e9 i presbiteri della comunit\u00e0, perch\u00e9 lo ungano con olio e preghino su di lui per la sua salvezza, sia fisica che spirituale. La testimonianza della comunit\u00e0 apostolica si collega direttamente ai gesti di Ges\u00f9 (Lui guarisce e perdona) e al suo comando rivolto ai discepoli inviati in missione: la guarigione dei malati attraverso l\u2019imposizione delle mani (Mc 16,18) o l\u2019unzione con olio (Mc 6,13) \u00e8 uno dei segni del Regno che si diffonde sulla terra. Ges\u00f9 raconta nel Vangelo di Luca (cap. 10,25-37) la parabola del Buon Samaritano, che suggerisce l\u2019atteggiamento del prendersi cura: <em>\u201cabbracciami se avr\u00f2 paura di cadere, sulla parola insieme, abbi cura di me\u201d,<\/em> cantava Simone Cristicchi al Festival di Sanremo di quest\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>CHI PU\u00d2 RICEVERE IL SACRAMENTO?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sacramenti si danno ai vivi. Nel retaggio della memoria di un recente passato, l\u2019Unzione \u00e8 collegata spesso con il trapasso a un\u2019altra vita. Per questo motivo, molto spesso i parenti rinviano il pi\u00f9 possibile la richiesta del Sacramento. Certamente l\u2019Unzione ha un grande valore nel sostenere il nostro animo durante il passaggio alla vita eterna attraverso l\u2019incontro con Cristo, il nostro giudice misericordioso. Ma non dovremmo privarci n\u00e9 privare i nostri fratelli di questo dono di grazia durante il decorso delle nostra malattie pi\u00f9 gravi e sofferte. Nell\u2019attuale prospettiva della riforma liturgica, il Sacramento dell\u2019Unzione \u00e8 offerto prima di tutto a coloro che si trovano in una situazione di malattia fisica tale da mettere in pericolo la loro vita. Di per s\u00e9, quindi, la Chiesa offre il dono di grazia dell\u2019Unzione dei malati in modo specifico per quelle situazioni dove alla sofferenza si aggiunge un concreto pericolo. Certamente in questo contesto ha grande valore la valutazione soggettiva del credente sulla propria situazione: in condizioni simili, gli atteggiamenti dei singoli o dei loro familiari possono essere molto diverse. Per esempio la vecchiaia, che in se stessa non potrebbe definirsi come una vera e propria malattia, tuttavia \u00e8 riconosciuta come una situazione opportuna per ricevere questo Sacramento, purch\u00e9 sia richiesto dal singolo fedele. Nel caso, poi, di un\u2019operazione chirurgica che comporti l\u2019uso dell\u2019anestesia totale, su richiesta del malato, \u00e8 legittimo concedere l\u2019Unzione per la delicatezza che ogni intervento comporta.&nbsp; Alle volte pretendiamo troppo e tutto al funerale (che non \u00e8 un Sacramento), ma \u00e8 prima che bisogna investire in fede e attenzioni, quando si \u00e8 vivi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>COME AVVIENE?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Sacramento ha senso solo all\u2019interno di una cura pastorale verso i malati; cura fatta di presenza, attenzione, delicatezza da parte del prete e della comunit\u00e0 cristiana. Viene prima l\u2019<strong>imposizione delle mani<\/strong> in silenzio: \u00e8 il gesto apostolico per invocare il dono della Grazia di Dio, lo Spirito Santo. Segue l\u2019<strong>unzione con l\u2019olio degli infermi<\/strong>, fatta sul palmo delle mani e sulla fronte, accompagnata da una invocazione rituale che recupera parole della pi\u00f9 genuina Tradizione della Chiesa: <em>\u00abPer questa santa unzione e la sua piissima misericordia, il Signore ti conceda la grazia dello Spirito e nella sua bont\u00e0 ti sollevi\u00bb<\/em>. Parola di dolcezza, di forza, di amore, di perdono per non cadere nella disperazione. Lui c\u2019\u00e8, \u00e8 con te, anzi \u00e8 in te. Il malato riceve cos\u00ec la Grazia di vivere con fortezza e speranza la sua malattia, partecipando al mistero della passione di Ges\u00f9. La preghiera della Chiesa in questo Sacramento comprende sempre la richiesta della guarigione fisica, che pu\u00f2 essere accolta dalla Misericordia di Dio. Entriamo qui in quel misterioso e delicato rapporto fra la Provvidenza divina e le richieste del cuore umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>COME AFFRONTIAMO IL MISTERO DEL DOLORE?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la domanda di sempre. Epicuro (4 secoli prima di Cristo) diceva: <em>\u201cDio o vuol togliere il male e non pu\u00f2, o pu\u00f2 e non vuole, o vuole e pu\u00f2. Se vuole e non pu\u00f2, \u00e8 debole! Se pu\u00f2 e non vuole, \u00e8 ostile! Se non vuole e non pu\u00f2 \u00e8 ostile e debole! Se vuole e pu\u00f2, e questo solo si addice a Dio, da dove allora proviene il male? E perch\u00e9 Dio non lo elimina?\u201d. A<\/em>ncora oggi dare dell\u2019epicureo vuol dire essere scettico, dedito solo ai piaceri del momento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha risposto l\u2019uomo a questa domanda assillante? Dal punto di vista del pensiero e della religione contrapponendo un principio buono e uno cattivo che nel mondo si fanno la lotta. Per gli Egizi Osiride contro Seth, per i mesopotamici Marduk contro Nergal, per Marcione (II secolo d.C.) il Dio buono del Nuovo Testamento contro un Dio cattivo dell\u2019Antico Testamento; tutto questo ha portato alla sfiducia e quindi all\u2019accantonare l\u2019idea di Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno risponde che la vita non ha senso (come Vasco Rossi in una sua famosa canzone) e tanto vale farsi i nostri paradisi artificiali. Altri pensano che le scoperte scientifiche un giorno elimineranno tutti i mali, altri sono sfiduciati verso tutto e tutti, altri preferiscono semplicemente non pensarci e vivono alla giornata rimuovendo, finch\u00e9 possono, il dolore!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche noi cristiani siamo nella situazione di entrare in queste considerazioni cercando una risposta che viene dalla rivelazione di Dio, che non fornisce facili soluzioni, ma parte dalla concretezza del riconoscerci creature fragili, finite e mortali. Il peccato originale \u00e8 il primo tentativo di dare una risposta alla domanda sul dolore. La scelta dell\u2019uomo di ripiegarsi in se stesso l\u2019ha fatto entrare in una condizione opposta a quella pensata da Dio che era di perfezione con Dio, la natura e la coppia. L\u2019opera del divisore si \u00e8 insinuata proprio a rovinare ci\u00f2 facendo diventare l\u2019uomo limitato (bisognoso di lavorare), violento (Caino e Abele), sperimentando la fine (diluvio), la confusione (Babele). La dottrina cattolica del peccato originale (che presenta in modo particolare Sant\u2019Agostino) ci ricorda che il peccato ha effetti devastanti per una solidariet\u00e0 che coinvolge tutti gli uomini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo non ci basta, se pensiamo al dolore innocente. Perch\u00e9 il male non \u00e8 frutto solo delle scelte dell\u2019uomo. Tutta la Scrittura rinuncia a speculare sull\u2019origine del male, ma si interroga sul suo scopo. Il Dolore diventa un richiamo all\u2019essenzialit\u00e0, alla ricerca di soluzioni, alla purificazione, l\u2019occasione per maturare nella personalit\u00e0 e nella fede. Attraverso il dolore si pu\u00f2 incontrare un Dio che in Cristo prende su di s\u00e9 le fatiche umane, il limite e la morte: Ges\u00f9 lotta contro il dolore, \u00e8 solidale nel dolore, soffre per noi e risorge per noi. Ges\u00f9 ci dice che Dio \u00e8 \u201cprovvidente\u201d perch\u00e9 condivide nell\u2019attesa di qualcosa di pi\u00f9 grande (vita eterna, resurrezione). Ges\u00f9 nel Vangelo ci orienta: sul primato dell\u2019amore, al confidare che Lui \u00e8 con noi e non ci lascia soli, al non cadere nella tristezza e all\u2019ansia. Per scoprire che il futuro sar\u00e0 bellissimo \u00e8 necessario vivere intensamente l\u2019oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Giovanni XXIII nei suoi scritti annotava\u2026<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Solo per oggi cercher\u00f2 di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per oggi avr\u00f2 la massima cura del mio aspetto: vestir\u00f2 con sobriet\u00e0, non alzer\u00f2 la voce, sar\u00f2 cortese nei modi, non criticher\u00f2 nessuno, non cercher\u00f2 di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per oggi sar\u00f2 felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell\u2019altro mondo, ma anche in questo.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per oggi mi adatter\u00f2 alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per oggi dedicher\u00f2 dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo \u00e8 necessario alla vita del corpo, cos\u00ec il silenzio e l\u2019ascolto sono necessari alla vita dell\u2019anima.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per oggi, compir\u00f2 una buona azione e non lo dir\u00f2 a nessuno.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per oggi mi far\u00f2 un programma: forse non lo seguir\u00f2 perfettamente, ma lo far\u00f2. E mi guarder\u00f2 dai due malanni: la fretta e l\u2019indecisione.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per oggi sapr\u00f2 dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l\u2019esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per oggi non avr\u00f2 timori. In modo particolare non avr\u00f2 paura di godere di ci\u00f2 che \u00e8 bello e di credere nell\u2019Amore.<\/li>\n\n\n\n<li> Posso ben fare per 12 ore ci\u00f2 che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>COME CI PREPARIAMO AD AFFRONTARE LE NOSTRE FATICHE E QUELLE DI CHI CI STA VICINO?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Annoto alcuni punti chiave:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La vita ci chiede di stare dentro il gioco. Con le regole che ti d\u00e0, \u00e8 un gioco di squadra; non puoi metterti in fuori gioco, ovvero stare oltre la linea della difesa. Ci servono degli anticorpi.<\/li>\n\n\n\n<li>Prepararsi a vivere le fatiche mettendosi alla prova, non stare nella panchina della vita.<\/li>\n\n\n\n<li>Saper rinunciare, comprendere il valore pedagogico del sacrificio che \u00e8 un allenamento che ci fa crescere.<\/li>\n\n\n\n<li>Sapere accettare le contrariet\u00e0 quotidiane che arrivano senza bussare.<\/li>\n\n\n\n<li>Stare vicino gratuitamente a chi ha bisogno.<\/li>\n\n\n\n<li>Riscoprire la preghiera, specialmente il santo rosario.<\/li>\n\n\n\n<li>Non aver paura della solitudine perch\u00e9 \u00e8 il luogo dove si prendono le decisioni e dove si prega<\/li>\n\n\n\n<li>Non lasciare nella solitudine della prova, accorgerci di chi ha bisogno, anche solo della presenza senza parole. Siamo in questa vita con dei compagni di viaggio.<\/li>\n\n\n\n<li>Ricordarsi tutti i giorni che non \u00e8 importante il tempo di una vita, ma \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 a farne la felicit\u00e0; uno pu\u00f2 tirare avanti nella vita oppure pu\u00f2 puntare in alto.<\/li>\n\n\n\n<li>Guardare con serenit\u00e0 al mistero della fine e della precariet\u00e0 come una realt\u00e0 naturale. Prepararci al fine che \u00e8 l\u2019incontro con Dio: dovremmo essere noi a chiedere l\u2019Unzione, non i nostri familiari!<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi suggerisco la <strong><em>visione di alcuni film<\/em><\/strong> sull\u2019argomento: Sole a mezzanotte (2018), Conta su di me (2018), Colpa delle stelle (2014), Wonder (2017), Quasi amici (2011), Bianca come il latte, rossa come il sangue (2013).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi suggerisco di cercare la <strong><em>testimonianza di alcuni santi o persone<\/em><\/strong> (anche giovani) in fama di santit\u00e0 (libri o internet): San Camillo de Lellis, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, Madre Teresa di Calcutta, Le lettere di Nennolina, Chiara \u201cLuce\u201d Badano; Carlo Acutis, Chiara Corbella, don Cesare Bisognin, Manuel Foder\u00e0 (9 anni, il piccolo guerriero della luce).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi suggerisco di riprendere il magistero scritto e vissuto da San Giovanni Paolo II. 35 anni fa scrisse la lettera <strong><em>Salvifici doloris<\/em><\/strong> che concludeva dicendo :<em>\u00abQuesto \u00e8 il senso veramente soprannaturale ed insieme umano della sofferenza. \u00c8 soprannaturale perch\u00e9 si radica nel mistero divino della redenzione del mondo, ed \u00e8 altres\u00ec profondamente umano perch\u00e9 in esso l\u2019uomo ritrova se stesso, la propria umanit\u00e0, la propria dignit\u00e0, la propria missione\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi suggerisco <strong><em>due libri<\/em><\/strong> bellissimi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Eric Emmanuel Schmitt<\/strong>, <em>Oscar e la dama Rosa<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Alessandro D\u2019Avenia<\/strong>, <em>Bianca come il latte, Rossa come il sangue.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>C<\/em>oncludo con questa citazione tratta proprio da uno dei capolavori di D\u2019Avenia, sperando che diventi un augurio al termine di questo cammino:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abIn realt\u00e0 quando un predatore entra nella conchiglia nel tentativo di divorarne il contenuto e non ci riesce, lascia dentro una parte di s\u00e9 che ferisce e irrita la carne del mollusco, e l\u2019ostrica si richiude e deve fare i conti con quel nemico, con l\u2019estraneo. Allora il mollusco comincia a rilasciare attorno all\u2019intruso strati di se stesso, come fossero lacrime: la madreperla. A cerchi concentrici costruisce in un periodo di quattro o cinque anni una perla dalle caratteristiche uniche e irripetibili. Ci\u00f2 che all\u2019inizio serviva a liberare e a difendere la conchiglia da quel che la irritava e distruggeva diventa ornamento, gioiello prezioso e inimitabile. Cos\u00ec \u00e8 la bellezza: nasconde delle storie, spesso dolorose. Ma solo le storie rendono le cose interessanti\u2026 \u00bb<\/em> &nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(<\/em><strong><em>Alessandro D\u2019Avenia<\/em><\/strong><em>, Cose che nessuno sa)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualora si desiderasse questo sacramento per s\u00e9 o per una persona cara, chiamare in parrocchia negli orari di ufficio oppure al numero delle emergenze 3311887084. 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