Cenacolo di Maggio 2025
Pier Giorgio Frassati, la preghiera
Carissimi, sono giorni di cambiamento per la Chiesa universale e per la nostra comunità parrocchiale. Siamo chiamati a vivere con fede e speranza sia la nomina di Papa Leone XIV che la decisione del Cardinale di affidarmi una realtà più grande e complessa. La morte e risurrezione di Cristo ci accompagna. Papa Francesco ha concluso la sua giornata terrena nel giorno successivo alla Pasqua e la Chiesa subito ha individuato in Robert Prevost il successore di Pietro, così anche la nostra comunità nella fatica di un passaggio dovrà accogliere con fiducia il suo nuovo priore. La fatica c’è da parte mia, ma più grande è la fiducia che il Signore non ci abbandona. Buon ultimo incontro!
don Alessandro
Iniziamo con il Segno di croce. Lasciamo almeno un minuto di silenzio per entrare nella preghiera.
INNO – Verso l’alto
Cerco solo Verità per poterTi amare e non vivere a metà le giornate mie.
Perché meglio di così non potrebbe andare se il futuro resta lì nelle mani Tue.
E trovare ogni mattina dentro il Pane la presenza Tua mio Dio e respirare un «così sia», è aprire la via…
Verso l’alto, controvento, salgo dal tempo all’eternità.
Passo dopo passo, con un sì mi arrendo al tuo Amore che vita mi dà.
Verso l’alto, verso l’alto, ora, verso l’alto, ancora. Verso l’altro, verso l’altro, ora, ancora…
Tu sei luce dentro il pianto di chi non ha niente, con chi soffre io rallento perché Tu sei lì.
La fatica, sì, la sento ma sei sorprendente: negli amici e nella gente io ritrovo Te.
Ed in chiesa ogni mattina ad ascoltare la Parola Tua, mio Dio, da respirare, da cantare nel mondo perché…
Verso l’alto, controvento, salgo dal tempo all’eternità.
Passo dopo passo, con un sì mi arrendo al tuo Amore che vita mi dà. (bis)
Verso l’alto, verso l’alto, ora, verso l’alto, ancora, verso l’altro, verso l’altro, ora, ancora…
Verso l’alto, controvento, salgo dal tempo all’eternità.
Passo dopo passo, con un sì mi arrendo al tuo Amore che vita mi dà.
Verso l’alto, verso l’alto, ora, verso l’alto, ancora, verso l’altro, verso l’altro, ora, ancora… (bis)
Nell’Amore che vita ci dà (verso l’alto ora).
Dal Vangelo di Marco (Mc 11,22-25)
Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe». [Parola del Signore]
Spiritualità di Pier Giorgio: il tempo libero e festa.
Proporre una preghiera “di Pier Giorgio” o “con Pier Giorgio” non sarebbe possibile e forse neanche così fedele alla sua figura di santità. Pier Giorgio, infatti, ha sempre pregato in comunione con la Chiesa, scegliendo tra le forme liturgiche esistenti durante il suo tempo. Volendo individuare un modo di pregare del tutto peculiare, forse ritroviamo solo la preghiera in montagna, che comunque aveva le stesse forme (Eucaristia, rosario, preghiera per i defunti…) della liturgia che si celebrava a valle, solo con una cornice diversa.
La preghiera ha intriso ogni momento della vita di Pier Giorgio. Tutta la sua esistenza è stata caratterizzata dall’interiorità e dalla spiritualità, che hanno attraversato ogni sua scelta, ogni suo passo. Il rapporto con Dio, intenso, profondo e intimo, è il filo rosso che collega tutta l’esistenza di Pier Giorgio e che si può facilmente ritrovare quando la si ripercorre. La preghiera ha segnato profondamente la vita del giovane, e da essa si è lasciato condurre, non ha preteso di addomesticarla o di esserne il protagonista.
Un insegnamento importante che possiamo ricavare per noi, oggi, e per i giovani in particolare, è che la preghiera non è il luogo in cui trovare le conferme di ciò che abbiamo già deciso, o un modo per raggiungere la pace interiore ed essere tranquilli; essa è invece il dialogo con un Altro. Fino a che non riconosciamo l’alterità di Dio nel nostro pregare, rischiamo di limitare la preghiera a uno strumento di consolazione o a un monologo interiore. Ecco perché utilizzare le formule che la Chiesa universale prega, ascoltare la parola di Dio, vivere le forme di pietà popolare che sono condivise dalla comunità ecclesiale: sono gesti che ci aiutano a far sì che la preghiera indirizzi davvero la nostra vita, e non il contrario.
Pier Giorgio non propone facili ricette con cui pregare, o soluzioni alternative a quelle che già ben conosciamo, ma ci indica uno stile, quello della perseveranza. Egli viveva la preghiera con amore, ma anche con tanta dedizione, mettendoci dentro l’energia che riversava in tutti gli ambiti della sua vita. Tante sono le testimonianze che raccontano i segni della foga che Pier Giorgio metteva nell’accostarsi ai sacramenti o alla preghiera: il vocione tonante che iniziava a recitare il rosario, la corsa dopo una scarpinata in cima a un monte per raggiungere l’altare dove il sacerdote stava per iniziare la celebrazione e poter così servire messa o la concentrazione che raggiungeva il suo sguardo durante una processione eucaristica.
Durante il periodo universitario, ogni mattina Pier Giorgio partecipava alla Messa presso la parrocchia della Beata Vergine delle Grazie della Crocetta. Anche durante le scuole superiori, egli aveva ottenuto il permesso di ricevere l’Eucaristia quotidiana presso l’Istituto sociale dei padri Gesuiti dopo una lunga contrattazione con la madre, timorosa che quell’abitudine rappresentasse una pratica meramente devozionale. Per Pier Giorgio l’Eucaristia quotidiana era invece un vero e proprio progetto di vita.
Ha detto a una signora: «Gesù mi fa visita con la Comunione ogni mattina ed io gliela restituisco nel modo misero che posso: visitando i suoi poveri». La Santa Messa al mattino comportava per Pier Giorgio il digiuno eucaristico a partire dalla sera prima, fatto questo che poteva provocare non poca fatica a un giovane studente. Al tempo di Pier Giorgio era usuale ricevere la Comunione anche al di fuori della celebrazione eucaristica, poiché il sacramento non era ritenuto inscindibile rispetto alla Messa. Pier Giorgio invece partecipava quasi sempre a tutta la celebrazione, cogliendo l’importanza dei vari momenti della stessa.
Le adorazioni eucaristiche di Pier Giorgio avvenivano principalmente presso la Chiesa di Santa Maria di Piazza in Torino, dove partecipava da solo o insieme ai giovani adoratori. Vi sono svariate testimonianze di preti e laici che raccontano di averlo visto in adorazione nel Duomo e in molte altre chiese di Torino e del Piemonte. Un’esperienza che amava moltissimo era quella dell’adorazione notturna, cioè della notte intera trascorsa in preghiera.
Quello che colpiva profondamente gli osservatori era come egli riuscisse a stare immobile di fronte a Gesù Eucaristia per ore intere, vincendo il sonno con diversi stratagemmi come la preghiera, il canto o alzandosi in piedi di tanto in tanto. Pier Giorgio diceva: «I sovrani di notte danno il turno alle guardie nei loro castelli e a Gesù spettano onori più che ai sovrani», e non vedeva l’ora di poter essere una di quelle guardie, vivendo così un’intimità speciale con Gesù.
Fin da quando aveva circa dieci anni, Pier Giorgio recitava il rosario nella propria stanza tutte le sere e qualche volta si addormentava appoggiato sul letto prima di terminare la preghiera. La madre allora lo andava a svegliare per metterlo a dormire sotto le coperte. Ci sono moltissime testimonianze di Pier Giorgio con il rosario in mano, un rosario che lui stesso aveva chiesto alle suore di realizzare con alcune bacche appositamente coltivate a Pollone ed essiccate. Il rosario di madreperla che gli era stato regalato per la Prima Comunione non gli piaceva, probabilmente non lo sentiva abbastanza “suo”. Crescendo, Pier Giorgio continuerà a pregare il rosario in ogni momento possibile, per strada, camminando in montagna, viaggiando in treno, con gli amici o da solo.
Si racconta di un episodio in cui, durante un incontro nel Duomo di Torino, egli si nasconde dietro un confessionale per pregare in modo riservato il santo rosario. Per Pier Giorgio il rosario era un modo di sperimentare un’ intimità profonda con Maria, vivendo la sua quotidianità costantemente rivolto al Cielo. Era così legato al suo rosario che quando una sua amica di passeggiate in montagna, Tina Aimone Cat, gli chiede cosa le avrebbe lasciato se fosse morto in montagna, lui le promette proprio quel santo rosario.
Riflessione (lasciare almeno 10 minuti di silenzio) e condivisione: Cosa mi ha colpito di ciò che ho letto? Come vivo la preghiera? Quali sono le mie difficoltà? Cosa ho imparato in questi anni su come vivere la preghiera insieme (soprattutto la Messa) e quella personale? Quale esperienza mi ha fatto sentire la presenza di Dio?
Decina del rosario: Padre nostro (insieme), 10 Ave Maria con intenzioni e Gloria al Padre.
Preghiamo insieme con la preghiera del Santo Curato d’Ars:
Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti, piuttosto che vivere un solo istante senza amarti. Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente.
Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo, soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro. Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me, e mi tieni quaggiù crocifisso con te.
Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo.
Segno di croce che conclude la preghiera.