I Cenacoli

INNO 2016/19 – Testimoni dell’Amore

NUOVO INNO: LA VERA GIOIA (Frisina)

I riti conclusivi della Messa

Carissimi, siamo arrivati al termine del cammino di quest’anno, sperando di poter riprendere il prossimo a ricostituire i gruppetti dei cenacoli “dal vivo”. È proprio dalla fine della celebrazione che si capisce perché oggi chiamiamo l’Eucaristia con il termine “Messa”: “Ite, missa est” – “Andate, la missione è”! È il mandato che viene affidato: vivere ciò che abbiamo celebrato. Il mese di Maggio è legato in modo speciale alla Madonna; ci ritroveremo in tutti i giovedì di questo mese a pregare il rosario anche con i bambini. Sarà indicato il luogo nel programma settimanale. Buona conclusione del tempo di Pasqua con una particolare preghiera per tutti i ragazzi che faranno in questo mese la Santa Cresima. Buon incontro…

don Alessandro

Iniziamo con il Segno di croce

Preghiera (letta da chi conduce l’incontro… chiudiamo gli occhi)

Signore, tutte le volte che celebriamo l’Eucaristia Tu entri nella nostra storia e noi entriamo nella Tua. Ci fai essere presenti alla Tua ultima cena, ci fai stare sul Calvario, ci fai gustare la gioia di vedere la pietra rotolata via dal Sepolcro il giorno di Pasqua, ci fai anticipare il banchetto del Paradiso. Aiutaci a vivere la Messa che ogni domenica celebriamo nell’arco dei giorni che tu ci doni. Facci essere fermento di gratitudine, anche attraverso la nostra parola e i gesti che siamo chiamati a compiere, nella concretezza della nostra vita.

Lasciamo almeno un minuto di silenzio.

INNO – La vera gioia (Frisina) https://www.youtube.com/watch?v=034LnZ8eMuk

  La vera gioia nasce nella pace, la vera gioia non consuma il cuore, è come fuoco con il suo calore e dona vita quando il cuore muore; la vera gioia costruisce il mondo e porta luce nell’oscurità.

  La vera gioia nasce dalla luce, che splende viva in un cuore puro, la verità sostiene la sua fiamma perciò non tiene ombra né menzogna, la vera gioia libera il tuo cuore, ti rende canto nella libertà.

  La vera gioia vola sopra il mondo ed il peccato non potrà fermarla, le sue ali splendono di grazia, dono di Cristo e della sua salvezza e tutti unisce come in un abbraccio e tutti ama nella carità. (bis)

Preghiamo insieme con queste parole di sant’Ignazio di Loyola…

Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Dentro le tue piaghe nascondimi. Non permettere che mai mi separi da te. Dal nemico maligno difendimi. Nell’ora della mia morte chiamami. Comandami di venire a te, perché con i tuoi Santi io ti lodi nei secoli dei secoli. Amen.

Lettore 1 (dopo la lettura lasciate un minuto di silenzio)

Udii poi come una voce di una folla immensa, simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti, che gridavano: «Alleluia! Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l’Onnipotente. Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello; la sua sposa è pronta: le fu data una veste di lino puro e splendente». La veste di lino sono le opere giuste dei santi. Allora l’angelo mi disse: «Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello!». Poi aggiunse: «Queste parole di Dio sono vere». Allora mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo, ma egli mi disse: «Guàrdati bene dal farlo! Io sono servo con te e i tuoi fratelli, che custodiscono la testimonianza di Gesù. È Dio che devi adorare. Infatti la testimonianza di Gesù è lo Spirito di profezia».

                                                                                                         (Ap 19,6-10)

Lettore 2 (dopo la lettura lasciate un minuto di silenzio)

Con questa catechesi concludiamo il ciclo dedicato alla Messa, che è proprio la commemorazione, ma non soltanto come memoria, si vive di nuovo la Passione e la Risurrezione di Gesù. L’ultima volta siamo arrivati fino alla Comunione e l’orazione dopo la Comunione; dopo questa orazione, la Messa si conclude con la benedizione impartita dal sacerdote e il congedo del popolo. Come era iniziata con il segno della croce, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, è ancora nel nome della Trinità che viene sigillata la Messa, cioè l’azione liturgica. Tuttavia, sappiamo bene che mentre la Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana. I cristiani non vanno a Messa per fare un compito settimanale e poi si dimenticano, no. I cristiani vanno a Messa per partecipare alla Passione e Risurrezione del Signore e poi vivere di più come cristiani: si apre l’impegno della testimonianza cristiana. Usciamo dalla chiesa per «andare in pace» a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena, “glorificando il Signore con la nostra vita”. Ma se noi usciamo dalla chiesa chiacchierando e dicendo: “guarda questo, guarda quello…”, con la lingua lunga, la Messa non è entrata nel mio cuore. Perché? Perché non sono capace di vivere la testimonianza cristiana. Ogni volta che esco dalla Messa, devo uscire meglio di come sono entrato, con più vita, con più forza, con più voglia di dare testimonianza cristiana. Attraverso l’Eucaristia il Signore Gesù entra in noi, nel nostro cuore e nella nostra carne, affinché possiamo «esprimere nella vita il sacramento ricevuto nella fede» (Messale Romano, Colletta del lunedì nell’Ottava di Pasqua). Dalla celebrazione alla vita, dunque, consapevoli che la Messa trova compimento nelle scelte concrete di chi si fa coinvolgere in prima persona nei misteri di Cristo. Non dobbiamo dimenticare che celebriamo l’Eucaristia per imparare a diventare uomini e donne eucaristici. Cosa significa questo? Significa lasciare agire Cristo nelle nostre opere: che i suoi pensieri siano i nostri pensieri, i suoi sentimenti i nostri, le sue scelte le nostre scelte. E questo è santità: fare come ha fatto Cristo è santità cristiana. Lo esprime con precisione san Paolo, parlando della propria assimilazione a Gesù, e dice così: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,19-20). Questa è la testimonianza cristiana. L’esperienza di Paolo illumina anche noi: nella misura in cui mortifichiamo il nostro egoismo, cioè facciamo morire ciò che si oppone al Vangelo e all’amore di Gesù, si crea dentro di noi un maggiore spazio per la potenza del suo Spirito. I cristiani sono uomini e donne che si lasciano allargare l’anima con la forza dello Spirito Santo, dopo aver ricevuto il Corpo e il Sangue di Cristo. Lasciatevi allargare l’anima! Non queste anime così strette e chiuse, piccole, egoiste, no! Anime larghe, anime grandi, con grandi orizzonti… Lasciatevi allargare l’anima con la forza dello Spirito, dopo aver ricevuto il Corpo e il Sangue di Cristo. Poiché la presenza reale di Cristo nel Pane consacrato non termina con la Messa (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1374), l’Eucaristia viene custodita nel tabernacolo per la Comunione ai malati e per l’adorazione silenziosa del Signore nel Santissimo Sacramento; il culto eucaristico fuori della Messa, sia in forma privata che comunitaria, ci aiuta infatti a rimanere in Cristo. I frutti della Messa, pertanto, sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno. Possiamo dire così, un po’ forzando l’immagine: la Messa è come il chicco, il chicco di grano che poi nella vita ordinaria cresce, cresce e matura nelle opere buone, negli atteggiamenti che ci fanno assomigliare a Gesù. I frutti della Messa, pertanto, sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno. In verità, accrescendo la nostra unione a Cristo, l’Eucaristia aggiorna la grazia che lo Spirito ci ha donato nel Battesimo e nella Confermazione, affinché sia credibile la nostra testimonianza cristiana. Ancora, accendendo nei nostri cuori la carità divina, l’Eucaristia cosa fa? Ci separa dal peccato: «Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto più ci è difficile separarci da Lui con il peccato mortale». Il regolare accostarci al Convito eucaristico rinnova, fortifica e approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo, secondo il principio che l’Eucaristia fa la Chiesa, ci unisce tutti. Infine, partecipare all’Eucaristia impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato. Portando il tesoro dell’unione con Cristo in vasi di creta (cfr 2 Cor 4,7), abbiamo continuo bisogno di ritornare al santo altare, fino a quando, in paradiso, gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello (cfr Ap 19,9). Ringraziamo il Signore per il cammino di riscoperta della santa Messa che ci ha donato di compiere insieme, e lasciamoci attrarre con fede rinnovata a questo incontro reale con Gesù, morto e risorto per noi, nostro contemporaneo. E che la nostra vita sia sempre “fiorita” così, come la Pasqua, con i fiori della speranza, della fede, delle opere buone. Che noi troviamo sempre la forza per questo nell’Eucaristia, nell’unione con Gesù.                                  

(Papa Francesco, udienza del 4/4/2018)

Se potete guardate questo video per i giovani di don Albero Ravagnani che fa una sintesi della significato della Messa https://www.youtube.com/watch?v=La-eERJcObk&t=68s

Domande di riflessione (lasciare almeno 10 minuti di silenzio) e condivisione: rispetto a ciò che ho letto e visto, cosa mi ha colpito in modo particolare? Faccio diventare la Messa il centro propulsivo della mia vita? Sento di essere mandato in missione alla fine della preghiera comune? Cosa porto con me della celebrazione vissuta? Come esco dalla chiesa al termine della Messa? Sento di essere un “privilegiato” nell’aver vissuto questo incontro?

Decina del rosario: Padre nostro insieme.

Prima di ogni Ave Maria liberamente si può proporre un’intenzione libera. Gloria al Padre

Preghiamo con queste parole che si possono utilizzare alla fine di ogni Messa:

Padre celeste! Ti ringraziamo per il bene che l’Eucaristia compie alla nostra anima. Perdonaci se la nostra preghiera a tratti è distratta. Aiutaci a vivere tutta la giornata secondo la Tua santa volontà. Che le nostre mani facciano solo del bene, che la nostra bocca dica solo la verità, che nella nostra mente ci siano solo pensieri nobili. Chiudi le nostre orecchie alle mormorazioni e a ogni maldicenza. Fa’ che diventiamo sempre più buoni cristiani e onesti cittadini. La Tua benedizione ci accompagni in tutte le faccende della vita, affinché possiamo essere degnamente tuoi apostoli in ogni momento. Amen.

Segno di croce che conclude la preghiera.